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"“Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. Siate sempre in disaccordo perché il dissenso è un’arma. Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un’arma. Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.”(B. Russell)"

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"mai smettere di dissentire, siate le voci fuori dal coro"…

Tutto questo ci è molto familiare.. anche se le voci fuori dal coro sono sempre censurate e viste male, essendo minoranza vengono additate come pensiero da scartare, da non prendere in considerazione, quindi censurati.

(via mutualassureddistraction)

Fonte: colorolamente
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Gentili Onorevoli, vi chiediamo qualche minuto di pazienza e di attenzione necessari per spiegare la storia della nostra fabbrica e della nostra terra e per porre alla vostra attenzione ciò che è stato e le nostre umili proposte rispetto a ciò che potrebbe avvenire.

Come voi sapete bene, siamo gli operai di una grande fabbrica sita in provincia di Avellino (Campania), l’unica che in Italia produceva autobus  per conto della Fiat.

La nostra fabbrica era nata a metà degli anni  ’70 per far fronte alla necessità di investire sul trasporto pubblico su gomma, per anni infatti proprio da questo stabilimento sono usciti i mezzi che hanno fornito quasi tutto il parco autobus commissionato da Città , Province e Regioni.

Per anni quindi la Fiat ha avuto incentivi, sgravi fiscali e investimenti per poter far funzionare quello stabilimento che approvvigionava l’intero Paese.

Eppure, nonostante i soldi dello Stato, nonostante il lavoro operaio, nonostante i sacrifici dei contadini della Valle Ufita che alla Fiat dovettero cedere i loro terreni, nonostante la necessità di rinnovare il parco autobus obsoleto ed inquinante, la Fiat il 7 luglio 2011 ha annunciato la dismissione dell’attività proprio nella nostra fabbrica. Prima inventandosi la “donazione” dello stabilimento ad un imprenditore troppo discutibile (un certo Di Risio) e poi riuscendo ad estorcere un accordo di chiusura definitiva in cambio del ritiro di denunce e licenziamenti agli operai che avevano lottato per evitare lo smantellamento di quella produzione.

Dal 7 luglio 2011 al 2 novembre 2011 siamo stati a presidiare i cancelli della fabbrica in maniera permanente cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni per ottenere un aiuto che evitasse la perdita di quella attività, che non solo dava lavoro a 700 famiglie, ma permetteva di vivere a dir poco ad altrettanti lavoratori dell’indotto che in Valle Ufita lavoravano.

Nella nostra Provincia due erano le realtà industriali più grandi, intorno a cui si era sviluppata tutta l’economia e grazie alle quali era migliorato anche il livello sociale dei nostri paesi, le due realtà di cui parliamo sono entrambe di proprietà Fiat e sono la ex FMA, ormai in cassa integrazione da anni e noi, la Irisbus di Valle Ufita ferma ormai da due lunghi anni.

La Fiat non si preoccupa, sa bene che gli autobus all’Italia servono e che potrà continuare a farli e a vincere le gare per l’approvvigionamento, ma lo farà con gli stabilimenti che possiede in Francia, dove paradossalmente la mano d’opera costa anche di più, o in Repubblica Ceca, dove la fame impone una concorrenza salariale inaccettabile non solo per noi ma anche per questa finta Europa di cui tanto anche la politica si vanta.

In questi due anni tutti sono venuti davanti al nostro stabilimento, a partire dagli amministratori locali per finire a pezzi importanti del Parlamento, per tutti ricordiamo gli Onorevoli Lulli, D’Alema, Ranieri, Sibilia Cosimo, De Girolamo, Di Nardo, Viespoli, Barbato, e ancora lo stesso Onorevole Damiano e addirittura l’Onorevole Presidente del consiglio Enrico Letta.

Quando è venuto da noi, l’Onorevole Letta non era ancora Presidente del Consiglio, ma era il candidato capolista del Pd proprio nel nostro collegio elettorale.

In quella occasione prese l’impegno di adoperarsi in prima persona per salvare quella eccellenza manifatturiera, chi più di lui può ancora farci riprendere la fiducia nelle istituzioni ?

Basterebbe solo essere consequenziali alle promesse elettorali, basterebbe impegno e volontà concrete e non solo verbali!

Invece da due anni abbiamo assistito al cambio di diversi Governi, da Berlusconi a Monti fino ad arrivare all’attuale Governo Letta, ebbene sembra però che per noi le cose non cambiano mai, insomma per la povera gente, per chi non ha niente se non il proprio lavoro tutto resta sempre uguale.

Vi chiedete mai quante persone che hanno perso il posto di lavoro la mattina andrebbero volentieri a comprare un cappio?

Vi chiedete mai quando fate colazione quanta gente non riesce più a mangiare?

Vi chiedete Onorevoli cosa rispondereste ad un figlio che vi chiede perché lui non può permettersi, non la palestra, non il nuoto, non il maestro di danza, ma semplicemente la scuola?

Vi sentite mai in colpa perché avreste potuto fare qualcosa e non lo avete fatto?

Ebbene in questi due anni sotto tre Governi diversi abbiamo partecipato a tanti tavoli ministeriali sulla vertenza Irisbus, mai che sia visto un Ministro, mai che sia venuto fuori qualcosa di concreto.

Che fine ha fatto, per esempio, il tavolo tecnico che il Mise si era impegnato a costruire in data 1 agosto 2013 e che doveva essere messo in piedi prima del 15 settembre?

Che fine ha fatto la volontà Parlamentare espressa con l’approvazione unanime di un emendamento sul Piano Nazionale Trasporti già nell’ottobre 2011?

Ci dite sempre, quando ne avete occasione, nelle tribune elettorali, durante le vostre dichiarazioni di voto in parlamento, nei talk show televisivi che bisogna avere fiducia nei partiti, bisogna credere nella politica, bisogna rispettare e credere nelle istituzioni. eppure sapete a noi cosa ci hanno fatto le istituzioni?

Sapete cosa ci ha fatto il nostro Stato?

Ci ha indagati, ci ha inviato 32 avvisi di Garanzia per aver cercato di difendere il lavoro di cui voi parlate e intanto la Fiat invece continua a sedere indisturbata e senza nessuna “ammonizione” ai vostri tavoli perché per voi, per questo Stato, per queste leggi noi stiamo nel torto, noi siamo i delinquenti anche se non abbiamo torto un capello a nessuno, anche se non abbiamo tagliato alberi, spezzato recinzioni, anche se non abbiamo mai rubato!

Noi vorremmo avere fiducia in voi, noi vorremmo credere alle vostre parole, pensate quanto sarebbe più comodo e più facile credervi!

E allora potremmo anche iniziare a pensare che la mozione votata all’unanimità alla Camera la scorsa settimana non sia una questione solo di propaganda e di facciata, se vi impegnaste realmente a darle  gambe su cui camminare, dimostrando così prima Voi di rispettare il Parlamento e quindi la sua volontà.

Ecco noi chiediamo alle istituzioni e agli uomini di Stato meno ipocrisie e una reale presa di posizione, o con noi o con Fiat, o con i potenti o con i deboli , del resto anche il Papa ha preso una chiara posizione usando un nuovo linguaggio ponendosi contro questo massacrante sistema economico e chiedendo aiuto al Signore per imparare a lottare per il lavoro, voi che fate? quale posizione prendete giunti a questo bivio?

Noi siamo ancora qui, ad elemosinare un’audizione Parlamentare alla quale hanno tentato in tutti i modi di non farci partecipare, perché per essere credibili bisogna essere accompagnati da un sindacato, non solo in fabbrica ma anche in parlamento! Ecco perchè veniamo sotto la sigla dell’unico sindacato che ci ha ospitati  lasciandoci però la libertà di poter dire ciò che pensiamo e di avanzare una nostra proposta, semplice perchè fatta da semplici operai, ma da operai che vogliono lavorare e continuare a costruire i pulman  che servono all’Italia intera.

La nostra proposta è ovviamente quella che ci accompagna dall’inizio della vertenza, cioè pensiamo che sarebbe urgente ed indispensabile la programmazione di un dettagliato Piano Nazionale Trasporti, su questo il Governo dovrebbe investire.

Infatti dati dei vostri uffici parlano di una flotta di autobus completamente fuori legge sia per inquinamento sia per sicurezza, i vostri studi ci dicono che entro il 2014 si sarebbero dovuti rottamare 20.000 autobus e entro il 2016 i restanti 10.000.

Ciò vuol dire che allo stato dell’arte pochissimi autobus sarebbero autorizzati a circolare perciò esiste un ampio mercato sulla questione autobus, a voi competerebbe solo il finanziamento per mettere nelle condizioni le Regioni di poter fare ordinativi. Finanziare il Piano Nazionale Trasporti servirebbe quindi ad aprire il mercato, ma dovrebbe essere legato alla produzione in Valle Ufita ovviamente e quindi a questo punto si potrebbe pensare alla nazionalizzazione della fabbrica visto che serve a produrre un bene pubblico oppure ,con le garanzie del Governo, magari si potrebbe aprire un bando europeo sul nostro stabilimento, così da riuscire a trovare un imprenditore serio intenzionato ad investire in questo settore e quindi disponibile anche ad un piano di recupero che possa garantire lavoro almeno alle 700 unità lavorative che contava già prima la fabbrica, che  Fiat dovrebbe cedere ad un valore simbolico come fatto già con altri stabilimenti.

Detto questo però sappiamo che i tempi per fare ciò potrebbero essere più lunghi del previsto per cui abbiamo pensato anche ad una “Proposta-Ponte” che forse riuscirebbe anche a combaciare con le cifre di cui ha parlato il Governo rispondendo alla Mozione presentata alla Camera il 18 settembre scorso.

Infatti pensiamo che per rinnovare gli autobus obsoleti con costi ragionevoli e per riaprire la fabbrica subito si potrebbe parlare solo di “revamping” degli autobus circolanti.

Infatti pur non avendo tutte le conoscenze e le sensibilità per valutare soluzioni imprenditoriali efficaci e non assistenziali, abbiamo verificato il mercato degli autobus, la struttura del parco circolante italiano, i competitor che agiscono sul mercato.

 Nell’ambito di questa verifica abbiamo rilevato la significativa quantità di veicoli circolanti Euro 0, 1 e 2 e, in generale la loro condizione di alta usura , di cui dicevamo sopra.

Su questa considerazione esistono opportunità di filiera significative.

Nell’ambito della nostra ricerca quindi avevamo valutato, anche con il supporto di prof universitari disponibili, l’idea di recuperare i vecchi autobus e rinnovarli al punto di renderli nuovi.

Nella ricerca di tecnici capaci di mettere in campo questo progetto abbiamo avuto modo di conoscere un concreto esempio di “revamping”, l’unico esempio esistente in Italia, realizzato con fondi pubblici del comune di Torino e della regione Piemonte e recentemente visionato anche dal Ministro dell’Ambiente Orlando.

Proprio a Torino infatti la società Pininfarina ha messo a punto una soluzione per ripristinare vecchi autobus utilizzando, fra l’altro, motorizzazione ibrida basata su tecnologia Magneti Marelli.

Ora ciò che ci interessa e vogliamo sottolinearlo per non essere fraintesi, non è l’imprenditore Pininfarina, che pure sembra aver avanzato qualche manifestazione di interessi al ministero, ma a noi interessa piuttosto la tecnologia Pininfarina e quindi la disponibilità a poterla utilizzare nel nostro stabilimento sia se esso venga nazionalizzato sia se esso debba passare nelle mani di un altro imprenditore.

Noi riteniamo che questa strada vada percorsa o che vada fatta una valutazione approfondita sulla possibilità  di utilizzare lo stabilimento di Flumeri per questo Business di forte potenzialità debba essere fatta.

Ecco perché chiediamo, a voi, come già avevamo chiesto in data 1/08/2013 al Mise , di assumervi il compito di costruire le migliori condizioni per effettuare questa valutazione.

In particolare quindi chiediamo che :

 1)    si inviti Pininfarina a presentare la sua tecnologia ai vostri rappresentanti dei Ministeri interessati , con una nostra delegazione ;

 2)    si costituisca un gruppo di lavoro tecnico, con la partecipazione anche di nostri rappresentanti, che in modo gratuito possa configurare un piano di business (non di dettaglio) che tenga conto, in termini generali, delle caratteristiche dello stabilimento, della domanda di mercato potenziale, di un possibile profilo economico-finanziario dell’iniziativa. Il documento dovrà consentire una valutazione generale a tutti quelli che sono coinvolti nella vertenza.

 3)    Si attivi presso un luogo istituzionale alto una iniziativa di promozione di questo progetto presso lo Stato stesso, o presso altri imprenditori, associazioni di categoria o altri enti anche territoriali interessati al progetto di impresa.

 4)    Si richieda che Fiat s’impegni a cedere lo stabilimento ad imprenditori affidabili, interessati ad un progetto di valorizzazione degli impianti ad un prezzo simbolico. Esattamente quello che Fiat ha già fatto per lo stabilimento di Termini Imerese e che, inizialmente, aveva proposto anche per l’impianto di Flumeri.

 Come già detto in sede Mise, riteniamo che questa nostra proposta contenga richieste ragionevoli per una concreta iniziativa che consenta a voi e a noi di dare un contributo, senza oneri, per la soluzione della vertenza Irisbus.

Una soluzione che non è “un punto di arrivo” dell’assetto definitivo ma “un punto di partenza” che consente, però , di riaprire la fabbrica, mantenere l’impianto produttivo nella filiera auto motive e valorizzare tutte le conoscenze nell’ambito dello stabilimento e più in generale nell’indotto presente sul territorio.

Vi ringraziamo per l’attenzione e per il tempo concessoci.

Roma, li 24 settembre 2013

 

 

 

 

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  Dott. Giampiero Castano

responsabile dell’Unità Gestione Vertenze del Ministero dello Sviluppo Economico

"…io credo che dobbiamo anche alcune indicazioni che sono venute qui e che sono di un certo stimolo di un certo interesse anche perché sullo stesso tema si sta lavorando in altre realtà che è quello non solo della costruzione degli autobus  ma che è anche quello del recupero del parco già esistente che è il revamping una rimotorizzazione ad esempio ecco io credo che su questo tema specifico e più in generale sul tema del trasporto pubblico locale sia necessario mettere a punto alcune idee concrete alcune idee specifiche

Noi prevediamo di convocare di riconvocare questo tavolo nella seconda settimana di settembre ma nella prima settimana di settembre invece io credo che sia utile fare un tavolo tecnico specifico con la partecipazione anche dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali su questi temi, su questi temi che sono stati ripresi da Landini che sono stati ripresi dal primo intervento il cui documento credo che poi sarà consegnato qui e che sono oggetto di un certo interesse che sono oggetto di una riflessione che si sta riprendendo dico finalmente perché può darsi manchino i fondi notevolissimi per rifare il parco da zero insomma no si parlava vi ricordate di parecchi centinaia di milioni da destinare per l’acquisto di materiale nuovo ma se andiamo su un altro terreno ed è un terreno importante che da lavoro che da molto lavoro forse con meno risorse otteniamo un risultato non eccellente come avere mezzi nuovi ma sicuramente importante come quello del rifacimento dei mezzi in circolazione…”

Roma - MISE 1 agosto 2013, Vertenza Irisbus

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Un Palco per le Lotte (di Domenico Petrillo)

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Virus - I nuovi investimenti Fiat 24/07/2013 (di rai)

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Assemblea davanti ai cancelli della Sevel (di Domenico Petrillo)

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Davanti ai cancelli della Sevel (di Domenico Petrillo)

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Cremaschi: Le balle del governo sul lavoro

 la sostanza è che le misure del governo daranno qualche piccolo risultato nella direzione voluta solo se verranno licenziati padri e madri per far posto ai figli.
In una condizione di crisi e recessione ci sono solo due modi per ridurre davvero la disoccupazione. Il primo e fare investimenti che creino lavoro aggiuntivo, il secondo è quello di ridurre l’orario tra gli occupati per redistribuire il lavoro tra più persone.